73) Gramsci. Intellettuali e popolo.
Secondo Gramsci l'intellettuale pu pretendere di rappresentare il
popolo solo quando il rapporto  fondato su di un'adesione
organica in cui il sentimento-passione diventa comprensione quindi
sapere.
A. Gramsci, Passaggio dal sapere al comprendere, al sentire e
viceversa, dal sentire al comprendere, al sapere (Q. diciottesimo)
(pagine 380-381).

 Passaggio dal sapere, al comprendere, al sentire, e viceversa,
dal sentire al comprendere, al sapere. L'elemento popolare
sente, ma non sempre comprende o sa; l'elemento intellettuale
sa, ma non sempre comprende e specialmente sente. I due
estremi sono pertanto la pedanteria e il filisteismo da una parte
e la passione cieca e il settarismo dall'altra. Non che il pedante
non possa essere appassionato, anzi; la pedanteria appassionata 
altrettanto ridicola e pericolosa che il settarismo e la demagogia
pi sfrenati. L'errore dell'intellettuale consiste nel credere che
si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed
esser appassionato (non solo del sapere in s, ma per l'oggetto
del sapere) cio che l'intellettuale possa essere tale (e non un
puro pedante) se distinto e staccato dal popolo-nazione, cio
senza sentire le passioni elementari del popolo, comprendendole e
quindi spiegandole e giustificandole nella determinata situazione
storica, e collegandole dialetticamente alle leggi della storia, a
una superiore concezione del mondo, scientificamente e
coerentemente elaborata, il sapere; non si fa politica-storia
senza questa passione, cio senza questa connessione sentimentale
tra intellettuali e popolo-nazione. In assenza di tale nesso i
rapporti dell'intellettuale col popolo-nazione sono o si riducono
a rapporto di ordine puramente burocratico, formale; gli
intellettuali diventano una casta o un sacerdozio (cos detto
centralismo organico).
Se il rapporto tra intellettuali e popolo-nazione, tra dirigenti e
diretti - tra governanti e governati -  dato da una adesione
organica in cui il sentimento-passione diventa comprensione e
quindi sapere (non meccanicamente, ma in modo vivente), solo
allora il rapporto  di rappresentanza, e avviene lo scambio di
elementi individuali tra governati e governanti, tra diretti e
dirigenti, cio si realizza la vita di insieme che solo  la forza
sociale; si crea il blocco storico.
A. Gramsci, Il materialismo storico, Editori Riuniti, Roma, 1971,
pagine 135-136.
